domenica, ottobre 14 2007 @ 08:53 CEST Contributo di: Admin Visualizzazioni: 2239
I lavoratori dei cantieri Alptransit sono entrati in sciopero questa notte in difesa del contratto collettivo di lavoro dell’edilizia.
Sono minatori che si battono per difendere il mantenimento di condizioni di lavoro dignitose in questo paese.
La loro lotta è quella di tutti i salariati contro il dumping salariale e per difendere il diritto ad un lavoro e ad un salario dignitosi in Svizzera.
Oggi sabato 13 ottobre le porte del cantiere Alptransit di Faido sono aperte per tutte e tutti coloro che vorranno portare la loro solidarietà.
Unia
Regione Ticino e Moesa
Lo sciopero inatteso di 24 ore tra venerdì e sabato sui cantieri della Nuova trasversale ferroviaria alpina (NTFA) di Amsteg (UR), Sedrun (GR), Bodio e Faido (TI) è stato un assaggio di ciò che attende il settore dell’edilizia nelle prossime settimane. Con azioni di protesta in tutta la Svizzera, i sindacati intendono far pressione sulla Società svizzera impresari costruttori (SSIC) allo scopo di ottenere un nuovo Contratto nazionale mantello (CNM) per gli oltre 80 000 lavoratori del settore. Questo lunedì i lavoratori dovrebbero incrociare le braccia a Ginevra, Neuchâtel e Berna. A Zurigo è prevista un’agitazione di lotta il 1. novembre.
Intanto la SSIC ha condannato lo sciopero giudicando i blocchi contrari alla Costituzione federale, precisando che non è con simili azioni che si può estorcere un nuovo CNM. Sui cantieri del San Gottardo i lavoratori, secondo la SSIC, ricevono stipendi superiori alla media e godono di generose prestazioni sociali. La SSIC ha sostenuto anche che tra gli scioperanti non vi erano operai. Il blocco è imputabile a elementi del sindacato e a persone che non lavorano sui cantieri, hanno dichiarato sabato gli impresari. L’impresa di costruzioni Implenia ha sostenuto che nessuno dei suoi dipendenti – 1500 – ha partecipato all’agitazione.
I sindacati hanno respinto l’accusa al mittente ammettendo tuttavia che sui cantieri si sono recate anche persone che non vi lavorano, ma che hanno voluto ugualmente essere presenti per solidarietà. Da parte sua la società Alptransit S.A ha denunciato l’uso per scopi politici della NTFA. Il direttore della società Renzo Simoni ha dichiarato all’ATS che le società attive sui cantieri si sono impegnate per iscritto a rispettare le condizioni previste dal CNM, benché esso non sia più in vigore.
L’azione di protesta è incominciata venerdì sera alle 20.00 col blocco dei turni di lavoro sui cantieri di Faido, Bodio e Amsteg. Sabato mattina alle 04.00 hanno incrociato le braccia anche i minatori attivi a Sedrun (GR). Gli operai hanno bloccato l’accesso ai cunicoli e impedito che venissero utilizzate le macchine da cantiere. Stando ai sindacati gli operai che hanno partecipato allo sciopero sui vari cantieri sono stati circa 600. Sempre nella mattinata di sabato, drappelli di lavoratori provenienti dai vari cantieri si sono dati appuntamento a Faido. Qui, circa 200 persone hanno ribadito la volontà di lottare per un nuovo contratto nazionale. L’agitazione si è conclusa alle 20.00. A Faido, Bodio e Amsteg, i turni sono ripresi alle 22.00. A Sedrun, i lavoratori sono ritornati nei cunicoli alle 06.00 di stamattina.