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ti-Free 1° Edizione

   

Free SoftwareAggiornamento del 09/09/2005

Dopo una prima fase di valutazione dell’idea, Equoweb ha deciso di tentare, di provare a realizzare la prima edizione di “ticino Free”.

tiFree vuole essere un momento di incontro tra realtà diverse che operano per gli stessi obiettivi: consumi responsabili e sostenibili, free software, etica aziendale, imprese e organizzazioni che lavorano e producono utilizzando criteri di sostenibilità ambientale, economia solidale, equa distribuzione del valore, rispetto ed inclusione delle persone, prodotti biologici, naturali e dell'equo e solidale.

Stiamo quindi incominciando ad esaminare dove e come; in quanto al “quando si farà” dipende da come si muoverà la macchina logistica.

Serviranno tante energie e l’aiuto da parte di tutti gli interessati ad una manifestazione di questo tipo, che stimiamo di poter realizzare in novembre o dicembre 2005.

Abbiamo bisogno di spazi free o facilmente accessibili e quindi rivolgiamo l’appello a tutti coloro che sono a conoscenza dell’esistenza di strutture nell’area luganese, in cui poter svolgere le attività che presumibilmente saranno comunque concentrate nell’arco di 1 o 2 giorni.

Rivolgiamo l’appello a chi è interessato a partecipare con un proprio stand, quindi ad associazioni, gruppi e privati che sono interessati al Free Software; ma ci rivolgiamo anche a chi sperimenta nuove forme di economia piu' sostenibile e solidale, rispettosa dei diritti e dei valori umani, per difendere e proporre un'idea di vita migliore, di convivenza, di democrazia, di partecipazione e condivisione.

Cerchiamo inoltre relatori, rappresentanti di istituzioni che vogliano documentare o presentare esperienze personali di lavoro, raccontare la storia o esperienze col Free Software o di economie solidali e i vantaggi che queste scelte danno se implementate in azienda, o illustrare il beneficio di cui si avvale l’intera società, con una scelta impegnata per la libera diffusione della conoscenza, del sapere, della solidarietà.

Un progetto ambizioso e per tutto questo abbiamo bisogno di tutti.

Un’appello di riguardo a Richard Stallman naturalmente o a chi di voi fosse già in contatto con lui, per la sua impagabile partecipazione, ma contiamo di prendere contatto con Richard al più presto in ogni caso.

Per ogni informazione o contatto scrivere a info@equoweb.net Grazie.

Di seguito il primo abbozzo del progetto di massima di ti-Free o scaricate il Pdf a questo indirizzo
http://www.equoweb.net/services/TiFreeProject.pdf


tiFree
FreeSoftware ed Etica aziendale nell'era di Internet
Lugano

Indice


Introduzione

Presentazione

Descrizione

Obiettivi

Evento

Conclusioni


Introduzione
tiFree
FreeSoftware ed Etica aziendale nell'era di Internet

Cos'è il Software Libero?

Il "Software libero" è una questione di libertà, non di prezzo. Per capire il concetto, bisognerebbe pensare alla "libertà di parola" e non alla "birra gratis" [Nota: il termine free in inglese significa sia gratuito che libero, in italiano il problema non esiste].

L'espressione "software libero" si riferisce alla libertà dell'utente di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software. Più precisamente, esso si riferisce a quattro tipi di libertà per gli utenti del software:

•Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo (libertà 0).

•Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità (libertà 1). L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.

•Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo (libertà 2).

•Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (libertà 3). L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.


Perché l'etica in azienda?

Nessun imprenditore, nessuna azienda che ricerchi il profitto è immune da comportamenti che, per quanto legali, favoriscono il tornaconto individuale o di una minoranza, ma non per questo i comportamenti debbono collidere con l'etica.
Dal momento che il perseguimento del profitto da parte degli imprenditori non può certo essere messo in discussione, le loro strategie e le attuazioni tecniche devono essere filtrate e monitorate, con obiettività e competenza, anche in chiave etica, a causa della sollecitazione sempre più pressante dell'opinione pubblica mondiale.
Sono interessati all'andamento dell'impresa, ed in genere ai suoi comportamenti, i clienti, i dipendenti, i fornitori, gli abitanti del territorio, l'ambiente stesso. Perciò non si tratta solo di mettere in discussione le modalità con le quali si rincorre il profitto: dobbiamo confrontarci sul senso della misura -la misura del margine operativo, l'orientamento al reinvestimento- e sulla legittimità dei diritti altrui, anche il diritto di condividere - e in modo non solo simbolico - i benefici dell'iniziativa privata.


Presentazione

tiFree
FreeSoftware ed Etica aziendale nell'era di Internet

Dopo una prima fase di valutazione dell’idea, Equoweb ha deciso di tentare, di provare a realizzare la prima edizione di “ticino Free”.

tiFree vuole essere un momento di incontro tra realtà diverse che operano per gli stessi obiettivi: consumi responsabili e sostenibili, free software, etica aziendale, imprese e organizzazioni che lavorano e producono utilizzando criteri di sostenibilità ambientale, economia solidale, equa distribuzione del valore, rispetto ed inclusione delle persone, prodotti biologici, naturali e dell'equo e solidale.

Stiamo quindi incominciando ad esaminare dove e come; quando si farà dipende da come si muoverà la macchina logistica.

Serviranno tante energie e l’aiuto da parte di tutti gli interessati ad una manifestazione di questo tipo che stimiamo comuque di realizzare in novembre o dicembre 2005.

Abbiamo bisogno di spazi free o facilmente accessibili e quindi rivolgiamo l’appello a chi è a conoscenza di strutture nell’area luganese dove poter svolgere le attività, che saranno comunque concentrate nell’arco di 1 o 2 giorni.

Rivolgiamo l’appello a chi è interessato a partecipare con un proprio stand, quindi ad associazioni, gruppi e singoli che si interessano al Free Software;
ma ci rivolgiamo anche a chi sperimenta nuove forme di economia piu' sostenibile e solidale, rispettosa dei diritti e dei valori umani, per difendere e proporre un'idea di vita migliore, di convivenza, di democrazia, di partecipazione e condivisione.

Cerchiamo inoltre relatori, rappresentanti di istituzioni che vogliano documentare o presentare esperienze personali di lavoro, raccontare storie di Free Software o scelte di Etica aziendale e dei vantaggi che queste scelte danno se implementate in azienda, o illustrare il beneficio di cui si avvale l’intera società, con una scelta impegnata per la libera diffusione della conoscenza, del sapere, della solidarietà.

Un progetto ambizioso e per tutto questo abbiamo bisogno di tutti

Un’appello di riguardo a Richard Stallman naturalmente o a chi di voi fosse già in contatto con lui, per la sua impagabile partecipazione, ma contiamo di prendere contatto con Richard al più presto in ogni caso.

(Richard Stallman è l'iniziatore del movimento del software libero. Ricercatore del laboratorio di intelligenza articiale del Mit, è il fondatore della Free Software Foundation, nel 1984, fondazione dedicata all'abolizione delle restrizioni sulla copia, la redistribuzione, la comprensione e la modifica dei programmi informatici.)


Descrizione
tiFree
FreeSoftware ed Etica aziendale nell'era di Internet

tiFree è una iniziativa dedicata al Free.
Lo scopo principale è quello di promuovere e sostenere la divulgazione e l'uso di Software Libero così come la divulgazione e l'informazione su realtà sociali che già operano nell'ambito del volontariato, della ricerca e sperimentazione di nuove economie, della ricerca per una sperimentazione e applicazione di valori etici nelle realtà aziendali.

tiFree è quindi una iniziativa Free in tutti i sensi e in tutti gli stadi di realizzazione, l'unico scopo è promuovere nuove forme di economia piu' sostenibile e solidale.

Gli spazi a disposizione dovranno dunque essere free, così come ogni tipo di partecipazione, dal relatore all'azienda che presenta un software, fino all'utente spettatore finale che non dovrà pagare un biglietto d'ingresso.

Ogni tipo di intervento a sostegno dell'iniziativa è dunque ben voluto purchè inerente con lo spirito dell'iniziativa stessa. Il progetto è da considerarsi aperto a tutte le realtà che già operano, che si "sentono" parte, o che comunque intendono agire ispirandosi ai valori e ai princìpi dell'economia solidale.

Si ritiene importante cominciare a creare le condizioni affinché iniziative economiche diverse, democratiche, eccellenti e motivate socialmente, radicate nel territorio, trovino opportunità per conoscersi e farsi conoscere, aiutare e farsi aiutare, innescare processi economici nuovi, coordinati e diffonderli, nella convinzione che ciò potrà portare giovamento a tutti i soggetti coinvolti oltre che al contesto sociale ed ecologico in cui essi operano.

tiFree intende valorizzare le caratteristiche peculiari dei luoghi (conoscenze, saperi
tradizionali, peculiarità ambientali, ricchezze sociali e relazionali). Tali peculiarità sono viste come ricchezze da accrescere e valorizzare e non come risorse da
sfruttare a fini di profitto, nella convinzione che, nel lungo periodo, tale strategia si
mostrerà conveniente anche sotto il profilo economico. In questa concezione il territorio non va inteso come sistema chiuso (localismo difensivo), ma come sottosistema aperto di un più vasto sistema economico e sociale sostenibile.


Obiettivi
tiFree
FreeSoftware ed Etica aziendale nell'era di Internet

I proprietari di software usano vari tipi di argomenti per ottenere il potere di controllare in che modo usiamo l'informazione.
I proprietari di software usano sia parole calunniose come "pirateria" e "furto", sia terminologia tecnica come "proprietà intellettuale" e "danneggiamento", per suggerire al pubblico una certa linea di pensiero - un'analogia semplicistica fra i programmi e gli oggetti fisici.

Le nostre idee ed intuizioni a proposito della proprietà di oggetti materiali riguardano se sia giusto portar via un oggetto a qualcuno. Non si applicano direttamente al fatto di fare una copia di qualcosa. Ma i proprietari ci chiedono di applicarle lo stesso.
I proprietari di software dicono che subiscono "danni" o "perdite economiche" quando gli utenti copiano i programmi per conto loro. Ma la copia non ha un effetto diretto sul proprietario e non danneggia nessuno. Il proprietario ha una perdita solo quando chi ha fatto la copia ne avrebbe acquistata una da lui se non l'avesse copiata.
I proprietari spesso descrivono la legislazione vigente e le dure sanzioni con cui possono minacciarci. Implicito in questo approccio c'è il suggerimento che la legge attuale riflette un'idea indiscutibile della moralità - e allo stesso tempo, siamo invitati a vedere queste sanzioni come fatti di natura per i quali non si può biasimare nessuno.
E' ovvio che non è la legge che decide cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ogni americano dovrebbe sapere che, quaranta anni fa, era contro la legge, in molti stati, che una persona di colore si sedesse in un autobus nei posti anteriori; ma solo i razzisti avrebbero detto che era sbagliato sedersi lì.

La tecnologia dell'informazione digitale contribuisce al progresso mondiale rendendo più facile copiare e modificare le informazioni. I computer promettono di rendere questo più facile per tutti noi.

Non tutti vogliono che sia così facile. Il sistema del diritto d'autore dà ai programmi software dei "proprietari", molti dei quali mirano a nascondere i potenziali vantaggi del software ad altri. Vorrebbero essere i soli a poter copiare e modificare il software che usiamo.

Il punto fondamentale è che, se a me piace un programma, io debba condividerlo con altre persone a cui piace. I venditori di software usano il criterio "divide et impera" con gli utenti, facendo sì che non condividano il software con altri.
Il software libero è una questione di libertà: ognuno deve essere libero di utilizzare il software in ogni modo che sia socialmente utile. Il software differisce dagli oggetti materiali - come sedie, spaghetti e benzina - in quanto può essere copiato e modificato molto più facilmente. Sono queste possibilità che rendono il software così utile, e noi crediamo che chi usa software debba potersene avvantaggiare.

Il fatto che un programma abbia un proprietario ha molte conseguenze su ciò che è e su ciò che si può fare con una copia, se se ne compra una. La differenza non è solo una questione di denaro. Il sistema di proprietà del software incoraggia i proprietari del software a produrre qualcosa - ma non quello di cui la società ha realmente bisogno. E causa un intangibile inquinamento etico che ha conseguenze su tutti noi.

Di cosa ha bisogno la società? Ha bisogno di una informazione che sia realmente disponibile ai suoi cittadini - per esempio programmi che si possano leggere, correggere, adattare e migliorare, non soltanto usare. Ma quello che viene consegnato di solito dai proprietari del software è una scatola nera che non si può studiare o cambiare.

La società ha anche bisogno di libertà. Quando un programma ha un proprietario, gli utenti perdono la libertà di controllare parte della loro stessa vita.

Ma soprattutto la società ha bisogno di stimolare nei propri cittadini lo spirito di cooperazione volontaria. Quando i proprietari del software ci dicono che aiutare i nostri vicini in maniera naturale è "pirateria", essi inquinano lo spirito civico della nostra società.

Proponendo questo incontro, intendiamo portare alla luce l’esistenza – anche nel ricco territorio ticinese - di una fitta rete sociale di buone pratiche: software libero, esperienze di risparmio responsabile, commercio equo e solidale, pratiche di tutela delle risorse naturali, libertà di scambio del pensiero, cooperazione responsabile.

Si auspica la presentazione di prospettive teoriche ma anche di esperienze concrete, valorizzando luoghi, persone, pratiche alternative. Stimolando la riflessione ma anche il coinvolgimento e la partecipazione di tutti, con la consapevolezza che non si tratta soltanto di proporre o produrre regole diverse per gli scambi economici, ma anche e soprattutto di produrre un più profondo senso dei rapporti sociali che informi e indirizzi gli scambi economici.

I danni provocati dalla visione economica tradizionale, che crede di poter prescindere dalle ricadute sul contesto sociale e ambientale, sono sotto gli occhi di tutti. Nonostante uno sviluppo tecnologico senza precedenti e la crescita dei profitti di pochi, l’ultimo secolo ha portato con sé un devastante incremento delle diseguaglianze tra nord e sud del mondo e un aumento della povertà e del degrado sociale perfino all’interno dei paesi più industrializzati.
Eppure a fianco dell’economia ufficiale, quella del mercato globale, qualcosa si sta muovendo, si sta diffondendo un’altra economia. È meno visibile, meno propagandata. E’ fatta di piccole, ma solide pratiche, di reti prima che di capitali, di persone prima che di cose. Muove dalla consapevolezza che non tutto può essere ridotto all’utile o piegato alla legge del profitto, che non tutto è merce e che molte delle cose più importanti della vita hanno un valore che non può essere monetarizzato. È un’economia sociale, solidale, sostenibile.


Evento
tiFree
FreeSoftware ed Etica aziendale nell'era di Internet

Da una prima valutazione dell'idea si è pensato e scelto di realizzare tiFree a Lugano.

Saranno dunque necessari spazi, ma sarebbe preferibile uno spazio unico in cui poter svolgere diverse attività comtemporaneamente, come l'allestimento di stand o spazi dedicati alla presentazione individuale di materiale, conoscenze, esperienze, insieme alla saletta dove poter svolgere relazioni, conferenze.

Si è stimato di poter realizzare la manifestazione nel prossimo autunno 2005, approssimativamente in novenbre/dicembre.

In Europa, in Spagna e Francia in particolare, e nel mondo, principalmente in Sud America, esistono da vari anni reti di realtà economiche che si definiscono di Economia Solidale, emerse soprattutto in questi ultimi anni con le realizzazioni di Forum Sociali Mondiali ed Europei.
In Italia esistono molteplici realtà che, pur definendosi in vario modo, svolgono quotidianamente attività di produzione, distribuzione o consumo di beni o servizi secondo i principi e le modalità caratteristici dell'economia solidale.

Tutto questo si può realizzare anche in ticino, ma per farlo sono necessari e graditi ogni tipo di supporto, partecipazione, suggerimento.


Conclusioni
tiFree
FreeSoftware ed Etica aziendale nell'era di Internet

Fin dove può spingersi il software libero? Non ci sono limiti, tranne quando delle leggi come per esempio un sistema brevettato proibiscono del tutto il software libero. L'obiettivo finale è fornire software libero che faccia tutto quello che gli utenti di computer vogliono fare--e rendere così il software proprietario obsoleto.

Presto questo modello si adatterà anche ad altri mondi, diversi da quelli informatici.

Il manager avveduto ed eticamente responsabile sa ad esempio distinguere fra il semplicismo, con cui si ha sempre la tentazione di liquidare i problemi difficili, dalla capacità d'elaborare strategie, metodi e strumenti adeguati ad affrontare la complessità del Knowledge Management senza tradursi in inutili complicazioni, ma tali da attivare una 'organizzazione che apprende'.

Il Gap economico, nel Software è molto meno rilevante rispetto ad altri settori e secondo “loro” va colmato con il riconoscimento di “diritti” feudali, di rendite di posizione. Il software ed il software libero, hanno dimostrato che esistono dei settori dove la classica suddivisione tra lavoro e capitale, la normale differenziazione delle rispettive funzioni: la funzione del lavoro (salariato) che trasforma, realizza e da valore alle merci, e la funzione del capitale necessario per reperire i mezzi di produzione, può saltare o meglio può saltare la necessità del capitale.

Il capitale “vero” nella produzione immateriale si trova nella nostra testa, sono le nostre idee, le nostre competenze, la nostra formazione culturale, non contano solo i soldi delle corporation, non conta solo l’economia di mercato, ma può contare di più la passione, l’entusiasmo, la voglia, la condivisione, la collaborazione, la cooperazione.


Team Equoweb


Crediti bibliografici e fonti

http://www.gnu.org/home.it.html
http://www.equoweb.com/index.php/view/news
http://linux-club.org/
http://www.annozero.org/
http://www.assoetica.it
http://www.altraeconomiaroma.org
http://www.retecosol.org




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